Dario Argento

Un cielo da brivido

Alcuni giorni fa ho pubblicato sui social qualche osservazione al volo sul cielo di nascita del regista italiano Dario Argento, nato sotto il segno della Vergine il 7 settembre 1940, che ha da poco compiuto 86 anni. Ne è seguita una discussione interessante a proposito del temperamento del soggetto, soprattutto in confronto con la carta natale di Raquel Welch, attrice americana nata solo due giorni prima del regista e con una carta molto simile. Qui di seguito vi presento allora un po’ più nel dettaglio la configurazione natale di Dario Argento, facendo alla fine alcuni confronti con quella della Welch.

La congiunzione Giove-Saturno

Nel 1940, anno di nascita sia del regista che dell’attrice si è verificato un fatto astrologico importante da cui vorrei partire: la congiunzione di Giove e Saturno nel segno del Toro, casa di Venere. Si tratta di una configurazione che si ripete all’incirca ogni 20 anni, ma che forma anche dei cicli maggiori molto studiati dagli antichi per determinare i fatti più importanti di un periodo storico. Mi riferisco al fatto che tali congiunzioni ventennali si ripetono, per circa due secoli, quasi sempre in segni appartenenti allo stesso elemento prima di cambiare triplicità.

In questo caso i due astri si sono trovati a congiungersi in prossimità di un momento importante anche dal punto di vista del loro ciclo eliaco, ovvero la prima stazione, quando il moto diretto rallenta e si ferma, per ripartire dopo alcuni giorni in direzione opposta. Di conseguenza in quei mesi la congiunzione è stata triplice: l’8 agosto a 14°27’ Toro; il 20 ottobre nella fase retrograda a 12°28’; infine di nuovo in moto diretto dopo la seconda stazione il 15 febbraio 1941, a 9°07’, sempre del Toro.

Dario Argento nacque un mese dopo la prima congiunzione, qualche giorno dopo l’inizio della retrogradazione di Saturno, precisamente alla stazione di Giove. I due pianeti si trovavano ancora strettissimi, a 1° di distanza, al trigono pressoché esatto del Sole. A valorizzare ulteriormente questa configurazione è stato l’orario di nascita del regista, che ha colto il sorgere di uno dei domicili di Giove, il Sagittario.

Venere e la Luna

L’altra configurazione da menzionare è lo strettissimo trigono tra Luna e Venere, perfezionatosi meno di due ore dopo la nascita del soggetto. Questo aspetto è senz’altro uno degli elementi principali che ha indirizzato Argento verso una carriera in campo artistico, a cui possiamo aggiungere senz’altro Nettuno in congiunzione al Medio Cielo in “zona Gauquelin”, e il collocarsi della congiunzione Giove-Saturno nella casa V, luogo della creatività e dei divertimenti, in segno venusiano.

Osservando più da vicino la configurazione Luna-Venere sembra significativo il luogo in cui viene a cadere: tra la XII e l’VIII casa, settori spesso problematici, che possono richiamare temi esistenziali particolarmente dolorosi ed alienanti quali paure, traumi, lutti e trasformazioni profonde, isolamento, frustrazione e sacrificio. Anche il tipo di ricezione che si crea tra i due astri è ambigua, nonostante l’aspetto angolare armonico: Venere si trova nella casa della Luna (il Cancro), mentre la Luna è in uno degli esili di Venere, nonché nella propria caduta (lo Scorpione). Non conoscendo la vita privata del regista mi limito a notare che se non altro tutto ciò si è espresso molto bene nel tipo di pellicole che lo hanno reso celebre e per cui è stato nominato “maestro del brivido”.

Non possiamo non notare poi che in VIII casa, a pochi gradi di distanza da Venere e quindi configurato anche con la Luna, abbiamo anche Plutone – il moderno governatore dello Scorpione, signore degli inferi e portatore di significati molto affini a quelli della casa occupata: l’istintualità profonda, le ombre, le crisi più trasformative, il potere.

Le costellazioni all’Ascendente

Molto interessanti anche le immagini celesti all’Ascendente, poiché possiamo considerarle senz’altro tra le figure più inquietanti dell’ottava sfera. Innanzitutto abbiamo la costellazione dello Scorpione, caratterizzata da astri per la maggior parte duri e problematici, che in questo caso sorge proprio con la stella che ne segna il cuore, la brillante Antares (α Scorpii). Si tratta di una stella famosa che può portare gloria e fascino, tuttavia è considerata suscitare anche una natura violenta e dominatrice.

Accanto allo Scorpione si leva poi il “portatore del serpente”, ovvero l’Ofiuco, immagine che ripropone quindi il tema del confronto con gli istinti più profondi, con la sessualità e il “veleno”, ma che può indicare anche grandi possibilità trasmutatorie.

Infine, e qui abbiamo uno spiraglio di luce, in corrispondenza della parte più settentrionale dell’orizzonte orientale sorge il Cigno, immagine celeste alata, apollinea, portatrice di una natura artistica e sognante.

Sulla linea dell’orizzonte quindi vediamo tre immagini che sembrano quasi indicare gli stadi di un processo di sublimazione artistica degli istinti e delle ombre personali, che nel contesto della carta astrologica del nostro soggetto, un grande artista del thriller e dell’horror, assumono un particolare significato.

Rimanendo nell’ambito delle stelle fisse, la tematica degli istinti e della sessualità sembra ribadita anche dalla collocazione dei due maggiori nuclei del tema: Sole, Mercurio e Marte cadono presso la parti posteriori della costellazione del Leone, mentre la già citata congiunzione Giove-Saturno si trova presso la stessa zona dell’immagine siderale dell’Ariete. Gli astrologi dell’antichità ci ricordano come le stelle passionali ed “impudiche” si trovano spesso in corrispondenza di quelle parti di costellazione che anche anatomicamente sono collegate alle funzioni sessuali (si veda il celebre brano dell’Anonimo del 379).

La dominante planetaria

Un elemento che non si può omettere di considerare analizzando un cielo di nascita è la dominante planetaria, poiché questo fattore ci rivela molto della psicologia del soggetto e della sua vita.

La procedura per individuare il pianeta più potente della carta è cambiata nel corso dei secoli e presso i diversi autori (rimando i curiosi al mio articolo apparso sul secondo numero della rivista di astrologia Solaria): oggi si tende a privilegiare innanzitutto gli astri congiunti strettamente agli angoli, specie quelli che avendo appena oltrepassato il cardine si trovano negli ultimi gradi della casa XII e della IX. In questo caso abbiamo senz’altro Nettuno in posizione dominante, il che ci rimanda alla visionarietà, all’ispirazione artistica e talvolta mistica, a una sensibilità al limite della nevrosi, all’ansia, agli stati di coscienza alterati.

Se guardiamo questo cielo con gli occhi degli antichi astrologi invece daremmo probabilmente il governo della carta a Mercurio, che si trova alto nel cielo, nel suo domicilio/esaltazione, congiunto al Sole in Vergine e signore anche del novilunio che precede la nascita. Si tratta di un Mercurio sotto i raggi del Sole e combusto per la troppa vicinanza al luminare, tuttavia molti ritengono che questo astro soffra poco di questo tipo di condizione, per lui molto frequente data la sua orbita molto stretta attorno al Sole.

Tutto ciò ci fa pensare naturalmente ad una personalità di stampo intellettuale, con una mente analitica, attenta al dettaglio ed adatta allo studio. Lo stretto trigono a Giove e la congiunzione al Sole parlano di successo e fama ed ampliano gli orizzonti sia intellettuali che geografici del soggetto, anche considerando il forte ruolo della IX casa, settore dei viaggi, dell’estero, degli studi superiori, della religione. L’aspetto con Saturno indica la presenza di serietà, misura, riservatezza, e considerando accanto a ciò anche la vicinanza di Marte, viene da pensare ad un personaggio con lati della personalità anche duri e spigolosi.

Considerati insieme, Nettuno e Mercurio sembrano indicare una struttura analitica ed ansiosa, vulnerabile a possibili dipendenze, con aperture anche in senso mistico oltre che artistico – in ciò sostenuti dall’affollamento in IX casa, il luogo di Dio per gli antichi. A proposito degli interessi e della vita privata del regista non si sa molto, tuttavia Wikipedia riporta che si dichiara cattolico osservante, cosa tutto sommato abbastanza insolita per un artista della sua tipologia.

Il temperamento

Per concludere questo breve articolo diciamo qualche parole sul temperamento che mostra la carta di Dario Argento, e poi compariamola con quella dell’attrice Raquel Welch.

Innanzitutto spieghiamo cosa si intende per temperamento, concetto un po’ desueto oggi, abituati come siamo a parlare piuttosto di carattere o personalità. L’analisi del temperamento ci rimanda a una pratica in uso soprattutto nei secoli passati, quando l’astrologia era anche uno degli strumenti del medico: il temperamento infatti indica tecnicamente il tipo di mistura di umori propria del corpo di un certo individuo, cosa che secondo la medicina antica lo predispone soprattutto a un certo tipo di disturbi. La costituzione corporea però ha anche un risvolto psicologico ed infatti il temperamento è connesso anche ad una sorta di tonalità emotiva di base, a un modo di reagire al mondo istintivo e quindi molto personale. In questa sede non mi dilungherò sul temperamento, rimandando gli interessati all’articolo che uscirà nel prossimo numero della rivista di astrologia Solaria.

Senza entrare nel dettaglio della teoria umorale, diciamo che i fattori astrologici maggiormente connessi a questo elemento sono soprattutto l’Ascendente e poi la Luna, cui si aggiungono in genere la dominante planetaria e il segno solare.

Nel caso di Dario Argento la carta mostra una situazione complessa, perché l’Ascendente in Sagittario con Antares indica nel senso di un temperamento secco, collerico; mentre la Luna, nonostante la fase crescente, essendo in Scorpione ed in aspetto a Venere e Nettuno nel complesso sembrerebbe portare più verso una complessione flemmatica – ovvero l’opposto. Forse a causa di questa contraddizione finisce per prevalere la natura della dominante Mercurio, unita a quella dell’elemento in cui vanno a cadere sia il Sole che governatori dell’Ascendente e della Luna: la Terra. Verosimilmente prevale quindi il temperamento melanconico, che ci parla di un personaggio riservato, con una vita interiore ed emotiva anche intensa ma sempre trattenuta, incline al silenzio e ad un umore cupo, portato alla riflessione. Questo è quello che sembrerebbe rivelare anche la tipologia fisica del regista: asciutto, nervoso, con una muscolatura poco sviluppata. Tuttavia viene da pensare che anche le componenti secondarie reclamino in qualche modo la loro esistenza, e perciò l’impressione è quella di un soggetto particolarmente complesso anche dal punto di vista psicologico-istintuale.

Dario Argento e Raquel Welch

Il tema di nascita di Raquel Welch è molto interessante perché è nata solo due giorni prima del regista italiano, e presenta posizioni quasi identiche della maggior parte dei pianeti, compresa la Luna in Scorpione e, grazie all’orario di nascita quasi uguale, abbiamo anche lo stesso segno all’Ascendente.

La Welch è un’attrice americana, sex symbol di Hollywood degli anni 60’-70’. Nata in una buona famiglia, fin da giovanissima si è dedicata alla danza e ai concorsi di bellezza. Fa le sue prime apparizioni cinematografiche all’età di 24 anni ed ottiene un rapido successo. Nel 1973 vince un Golden Globe come miglior attrice protagonista nel genere commedia, con il film I tre moschettieri di R. Lester, recitando al fianco di Charlton Heston e Christopher Lee. In Italia era comparsa in una commedia del 1966 di Eduardo de Filippo (Spara forte, più forte… non capisco!) assieme a Marcello Mastroianni.

L’Ascendente presenta una situazione praticamente uguale a quella del regista: a sorgere è sempre il Sagittario, ed anche il suo governatore è nella medesima situazione per segno, casa e configurazioni. Per quanto riguarda le stelle fisse, all’Ascendente la Welch ha Altair (α Aquilae) come stella più significativa al posto di Antares, ma si tratta di un astro del medesimo temperamento Marte-Giove; lo Scorpione invece sorge con Larawag (ε Scorpii) una stella nelle vertebre della figura, della natura di Saturno e Venere e perciò, di nuovo, assimilabile alle stelle dell’Ofiuco che sorgono nella carta del regista.

La Luna, nello stesso segno ma agli ultimi gradi e nella stessa fase, è in aspetto con gli stessi due pianeti, Venere e Plutone, anche se stavolta per quadrato invece che per trigono. Qui la differenza è anche che l’aspetto più forte è quello con Plutone. D’altra parte Venere scivola qui in una casa angolare, che ne facilita l’espressione. E anche la Luna guadagna in visibilità e forza spostandosi verso la vetta del cielo nella casa X.

Accanto alla maggiore evidenza dei pianeti della femminilità, nel cielo dell’iconica attrice americana il cambiamento maggiore rispetto alla carta del regista lo abbiamo al Medio Cielo: al posto dell’analitica Vergine troviamo la venusiana Bilancia e, come sigillo, molto vicina alla culminazione ed alla stessa declinazione della Luna abbiamo Spica, la stella brillante e benefica nella mano della Vergine siderale, prossima tra l’altro alla sua fase di Tramonto eliaco e perciò ancor più attivata.

Spica Culminante alla nascita di Raquel Welch (immagine da Stellarium)

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