ECLISSE SULLA GROENLANDIA

Di seguito potrete leggere un piccolo approfondimento che verte su alcuni fatti di recente cronaca e su alcune tecniche di astrologia: lo spirito non è tanto quello della previsione o della profezia, bensì quello di svolgere una sorta di esercizio astrologico, per familiarizzare con il testo fondamentale del più famoso astrologo della storia, e fare anche un piccolo viaggio nel modo di osservare il cielo degli antichi.

Donald Trump e la Groenlandia

Il presidente USA, Donald Trump, ha espresso chiaramente il suo interesse sulla Groenlandia, per motivi geopolitici e di controllo delle risorse, fin dai tempi del suo primo mandato, durante l’estate del 2019. Già al principio del 2025 poi, il neo-rieletto presidente americano come sappiamo è ritornato sull’argomento.

Poco dopo l’equinozio di primavera dello stesso anno, il 29 marzo 2025, abbiamo avuto un’eclisse parziale di Sole, il cui cono d’ombra è transitato proprio nella zona tra l’America settentrionale e la Groenlandia. La corrispondenza mi è sembrata curiosa, ma poi l’argomento Groenlandia è sparito dalle cronache, almeno qui da noi, e non se ne è saputo più nulla. Questo fino ai giorni scorsi, quando l’esercito USA ha messo in atto un’operazione speciale contro il Venezuela (motivazione ufficiale: bloccare il narcotraffico) che ha condotto al rapimento del presidente venezuelano Nicholas Maduro e della moglie. Di qui l’argomento dell’interventismo strategico americano è tornato sulle prime pagine e Trump è tornato a parlare anche di Groenlandia, non escludendo neppure l’ipotesi di un intervento armato per l’annessione dell’isola agli Stati Uniti, oppure di un acquisto, ovvero un premio in denaro a ciascun abitante (cfr. https://www.avvenire.it/mondo/idea-usa-100mila-dollari-ai-groenlandesi-per-lasciare-la-danimarca_103021).

Le eclissi oggi

Prima di entrare nel merito dell’eclissi del 2025 vorrei dire però qualcosa sulle eclissi in generale (che anzi sono il vero tema di questo articolo mentre la vicenda Trump-Groenlandia rappresenta più che altro lo spunto) perché credo che questo argomento non sia molto conosciuto dalla maggior parte degli astrologi, a volte nemmeno da quelli che lo fanno per professione. È vero che seguendo l’astrologia soprattutto sui social si sente parlare spesso di eclissi – come anche di lunazioni – tuttavia, nella maggior parte dei casi, questo tema è trattato con un approccio simbolico-psicologico, rivolto soprattutto alla dimensione interiore. Questo è in linea con l’astrologia più apprezzata oggi, tuttavia a volte viene da domandarsi in quale misura tale approccio sia un frutto del mancato effettivo approfondimento della tradizione astrologica – anziché di un suo superamento, come spesso si sente dire.

Inoltre basta dare uno sguardo ai manuali fondamentali su cui si sono formati la maggior parte degli astrologi di oggi (N. Sementovsky-Kurilo, von Klöckler, Barbault, Discepolo, Morpurgo etc.) per rendersi conto che si tratta quasi sempre di opere dedicate esclusivamente all’astrologia individuale.

Tra gli autori che si sono occupati invece degli eventi che riguardano il collettivo, dobbiamo ricordare Tommaso Palamidessi, che però oggi è un personaggio quasi sconosciuto alle nuove generazioni di astrologi. In Astrologia mondiale (Ed. Archeosofica 1985) troviamo alcuni capitoli dedicati alle eclissi, tuttavia rimane ben poco anche qui delle tecniche tradizionali.

Molto più successo ha avuto invece il grande e già citato André Barbault, che all’astrologia mondiale ha dedicato molta parte della sua opera. Il suo lavoro però è incentrato soprattutto sullo studio dei cicli dei pianeti lenti e sul perfezionamento del sistema dell’Indice Ciclico Planetario. Nel capitolo del suo L’astrologia e l’avvenire del mondo (Xenia, 1996) in cui ripercorre le tappe del suo studio dell’astrologia mondiale, di eclissi non è scritto esplicitamente, tuttavia è probabile che in gioventù se ne fosse occupato assieme ad altri metodi come lo studio degli ingressi solari e delle lunazioni. La mancata previsione dello scoppio della II Guerra Mondiale però indusse Barbault ad abbandonare le tecniche previsionali tradizionali sopravvissute fino a quel momento in ambito di eventi collettivi.

Così le eclissi sono passate nel dimenticatoio per quasi tutti noi, e solo in anni più recenti, in concomitanza con un rinnovato interesse per l’astrologia mondiale e per l’astrologia antica, alcuni studiosi hanno riscoperto le eclissi e le tecniche tradizionali per trarne previsioni generali.

Interpretare le eclissi

L’osservazione delle eclissi è stato uno dei punti chiave dell’astrologia più antica, quella sviluppatasi in Mesopotamia soprattutto negli ultimi due millenni prima della nostra era e penetrato poi in Egitto. Di qui durante il periodo ellenistico essa si è diffusa in Grecia, in Persia, verso Oriente, e a Roma. Nel secondo libro del suo Quadripartito (o Tetrábiblos), Claudio Tolomeo fa dello studio delle eclissi il metodo principe dell’astrologia “cattolica” o universale, quello che consente di congetturare sulle vicende più importanti in fatto di dinastie, guerre, pestilenze, catastrofi naturali e andamento dei raccolti.

Il procedimento descritto nel II secolo d.C. dallo scienziato alessandrino certamente non è una sua invenzione: si basa senz’altro su una tradizione molto precedente (anche se da lui probabilmente rielaborata ed esposta in maniera razionale) e suona arcaico alle orecchie di noi contemporanei, perciò lo esporrò qui di seguito nei suoi punti essenziali con un linguaggio, spero, comprensibile anche ai non specialisti dell’astrologia antica. Seguirò quindi passo dopo passo semplicemente l’ossatura del testo tolemaico (ho utilizzato l’edizione italiana curata da S. Feraboli: Claudio Tolomeo, Le previsioni astrologiche, Lorenzo Valla-Mondadori, 1998), tralasciando quindi opinioni, correzioni ed aggiunte dei molti commentatori successivi. Eviterò inoltre le citazioni, per non appesantire questo breve scritto, rimandando perciò chi voglia approfondire direttamente ai primi dieci capitoli del Libro II della Tetrábiblos (soprattutto a partire dal quinto).

Dove?

Partendo dal presupposto che si tratti di un’eclisse visibile, e cioè di un oscuramento effettivamente apprezzabile, Tolomeo considera innanzitutto la triplicità in cui si verifica il fenomeno, ovvero se esso avvenga in un segno di Fuoco, di Terra, di Aria o di Acqua, poiché le diverse triplicità (o trigoni/triangoli) erano legate ad altrettante aree geografiche. Vediamo quali sono:

  • Al trigono di Fuoco è associato il quadrante nord-occidentale, che all’epoca coincideva sostanzialmente con l’Europa (oggi questa zona potrebbe estendersi fio ad includere il nord America).
  • All’Aria si collega il quadrante nord-orientale, che si estendeva verso l’Asia settentrionale comprendendo la parte settentrionale dell’odierno Iran, la zona del Caucaso, del Mar Caspio in direzione dell’odierna Russia e della Siberia.
  • La Terra indica il quadrante sud-orientale (Asia meridionale), che contiene la Mesopotamia, parte dell’Iran, la zona del Pakistan e dell’India (oggi forse potremmo situare qui la Cina).
  • All’Acqua appartiene infine il quadrante sud-occidentale, che include soprattutto l’Africa, e verosimilmente oggi l’America meridionale.

All’interno dell’area geografica individuata si procede poi a considerare quali tra i paesi e le città sono quelli più specificamente legati al segno zodiacale in cui avviene l’eclisse: per Tolomeo l’affinità si produce ad esempio se, alla fondazione della tal città, il segno interessato dall’eclisse sorgeva all’Ascendente, oppure ospitava i luminari, o ancora se occupava il Medio Cielo della carta di colui il quale quella città governava.

Tra le zone e città che soddisfano tali requisiti, quelle più interessate dai fatti annunciati dall’eclisse saranno quelle in cui il fenomeno avverrà mentre i luminari si trovano sopra l’orizzonte, ovvero quelli in cui esso sarà concretamente visibile.

Quando?

Per stabilire l’arco temporale in cui gli eventi annunciati dall’eclisse dovrebbero avvenire, l’erudito alessandrino consiglia di osservare la durata del fenomeno: in un’eclisse di Sole le ore equivarranno ad anni, mentre in un’eclisse di Luna si parlerà di altrettanti mesi. Per esempio se l’oscuramento del Sole durasse in totale un paio d’ore, ciò indicherebbe una finestra temporale di circa due anni; se fosse invece la Luna ad eclissarsi si parlerebbe di due mesi.

Osservando poi vicino a quale degli angoli visibili della carta (ASC, MC e DSC) si trovano i luminari si avranno ulteriori indizi: in generale l’Ascendente sta a significare che gli eventi non si faranno attendere e si concentreranno nel primo terzo del periodo identificato; il Medio Cielo conduce alla porzione centrale della finestra temporale; il Discendente invece parla del periodo conclusivo.

Inoltre Tolomeo ci suggerisce che gli eventi possono verificarsi o concentrarsi anche quando – sempre nel quadro temporale generale individuato – noviluni e pleniluni avvengono in prossimità o in forte aspetto con il punto in cui l’eclisse si è verificata, oppure quando quel punto sia interessato da significativi anelli di sosta e fasi eliache di pianeti importanti.

Chi?

Quali saranno i principali soggetti coinvolti nei fatti annunciati dovrebbe potersi comprendere soprattutto dalle immagini celesti che ospitano l’eclissi stessa, i pianeti e le stelle dominanti la carta del fenomeno.

Se per esempio fossero coinvolte soprattutto costellazioni di forma umana, quali per esempio i Gemelli, l’Acquario, Orione e Bootes, allora i fatti riguarderebbero soprattutto gli uomini. Le costellazioni di forma animale invece indicherebbero animali simili a quelli che rappresentano: Aquila o Cigno riguardano soprattutto i volatili (ma oggi potremmo probabilmente pensare anche a dei velivoli); i Pesci, il Pesce australe, la coda del Capricorno, il Cancro ed altre indicano le specie acquatiche (anche qui potremmo pensare di allargarci a navi, sottomarini etc.), e così via.

A questo proposito è utile conoscere le molte classificazioni con cui gli antichi suddividevano le immagini celesti, perché alcune delle quali non sono così intuitive: ad esempio la Vergine, il Sagittario sono considerate figure alate, così come l’Acquario è un’immagine fluviale, mentre lo Scorpione è annoverato tra i rettili…

Ulteriori indicazioni comunque sono date anche dalla natura dei segni coinvolti: se si trattasse per esempio di quei segni che oggi chiameremmo cardinali, potremmo ricavarne indicazioni di tipo climatico/atmosferico, oppure sulle colture caratteristiche della stagione ad essi collegate; i segni fissi (solidi) invece parlano di edilizia e costruzioni; i mobili (bicoorporei) infine riguardano più specificamente gli individui.

Il dominio si stabilisce, secondo Tolomeo, osservando quali pianeti siano configurati in maniera più forte al luogo dell’eclisse - ma sono da valutare anche i collegamenti o “familiarità” determinati dalle dignità essenziali: quali astri possono vantare maggiori diritti attraverso domicilio, esaltazione, triplicità o confine sul grado interessato dall’eclisse? E lo stesso vale riguardo l’angolo della carta che segue il punto dell’eclisse: se il luminare eclissato si trovasse nel quadrante compreso tra ASC e MC studieremmo l’ASC; se si trovasse tra MC e DSC sceglieremmo il MC. Per quanto riguarda le stelle fisse infine si osserveranno di nuovo l’angolarità ed anche le fasi eliache.

Cosa?

La tipologia dell’evento infine dipenderà dalla qualità degli astri (pianeti e stelle) che dominano la carta, e dalle configurazioni in cui sono coinvolti – ma anche il colore dei luminari o di eventuali aloni e corone che li circondano può essere indicativo.

Per fare alcuni esempi, una dominante saturnina indica in generale diminuzione e rallentamento. Dal punto di vista climatico suggerisce problemi legati al gelo; sugli uomini può indicare reumatismi, malattie lunghe, deperimento, così come prigionie, solitudine, e pone al centro dell’attenzione le persone anziane… Giove suggerisce all’opposto l’idea di crescita ed incremento: è collegato ad un clima mite, ad un aumento della prosperità, della produzione agricola; Marte invece parla naturalmente di aggressività e fenomeni violenti quali guerre e rivolte popolari, ma anche soprusi e rapine, mentre dal punto di vista atmosferico suggerisce calura e siccità ed eventi climatici estremi, e via di questo passo.

Per quanto riguarda i colori, eventuali fenomeni di natura rossiccia faranno pensare a caratteristiche marziali, colori cupi o verdastri a Saturno; il bianco invece riconduce soprattutto a Giove, mentre a Venere qui viene associato soprattutto il giallino; Mercurio infine è significato da fenomeni policromi e cangianti.

Eclisse sulla Groenlandia

Torniamo ora alla nostra eclisse, avvenuta il 29 marzo 2025, visibile dalla capitale groenlandese tra le 9:57 e le 11:53 secondo il Tempo Universale, con il momento di massimo oscuramento alle 10:54.

Facciamo allora un desueto esercizio astrologico e partiamo dall’individuare la finestra temporale di cui parla l’eclisse: il fenomeno si compie in poco meno di 2 ore ovvero – trattandosi di un’eclisse solare – in altrettanti anni. Possiamo dire perciò che la sua influenza si potrebbe estendere fino a tutto il 2026. Questo in generale.

Quanto al luogo, il fenomeno è avvenuto nel segno di fuoco dell’Ariete, perciò annuncerebbe degli eventi localizzabili nel quadrante nord-occidentale, quello cui è ragionevole associare anche la Groenlandia, e questo va ad aggiungersi al fatto che l’eclisse fosse effettivamente visibile dal suo territorio. Verificare altre corrispondenze tra le città groenlandesi e il segno dell’Ariete richiederebbe lunghe e forse inutili ricerche, e perciò mi limito a questi due elementi.

Vediamo però cos’altro ci dice questa eclisse osservata dalla città di Nuuk. Erigiamo il grafico per il momento di massimo oscuramento che, riportato all’ora locale, corrisponde alle 8:54.

29 marzo 2025, ore 8:54, Nuuk – GRNL (Astrodienst, Placidus)

Il luminare eclissato si trova nel primo quadrante, più o meno a metà strada tra ASC e MC, il che, seguendo le indicazioni del testo tolemaico, fa pensare che per quanto riguarda la Groenlandia, i fatti annunciati dall’eclisse si concentreranno, o avranno il loro culmine, nella prima metà della finestra temporale generale. Questo ci porta quindi proprio al periodo attuale.

Un’altra opzione interpretativa si potrebbe fondare sull’ipotesi che Tolomeo utilizzasse un sistema di domificazione a segno intero – molto diffuso alla sua epoca e che consiste nel far coincidere la prima casa con l’intero segno in cui si trova l’ascendente e via così con tutti i segni-casa successivi – anziché un sistema a quadranti come il Porfirius o il Placidus, in cui le case angolari sono vincolate ai quattro angoli del cielo (AC, MC, DC, IC). In questo caso l’eclisse cadrebbe in casa X e si potrebbe anche pensare di spostare di circa sei mesi in avanti il culmine degli eventi collegati al fenomeno celeste.

29 marzo 2025, ore 8:54, Nuuk – GRNL (Astrodienst, Segno Intero)

In ogni caso, per tentare di ottenere maggiori indizi osserviamo se vi siano durante l’intervallo individuato, configurazioni che vadano a “risvegliare” il seme – ovvero la potenzialità rappresentata dall’eclisse. Ecco qui di seguito un sintetico calendario dei transiti e fenomeni celesti più interessanti al riguardo, di modo che potremo facilmente verificare se eventuali avvenimenti importanti troveranno corrispondenza con queste date (quelle che ho ritenuto più significative le trovate in grassetto).

Calendario:

  • Il 2026 comincia con un gruppo di pianeti abbastanza rapidi, dei quali il più lento è Marte, nel Capricorno in quadratura piuttosto precisa al luogo dell’eclisse (che ricordiamo è 9° Ariete).
  • Il 18 gennaio abbiamo un Novilunio molto particolare a 29° Capricorno, rinforzato dalla presenza di Mercurio, Marte e Venere: si tratta più che altro di una quadratura per segno, non per gradi eclittici, però forse non è da escludere.

[qui si conclude approssimativamente il periodo dei massimi effetti in base alla prima ipotesi]

  • Nelle settimane successive Giove nel Cancro (anche lui quindi in aspetto di quadrato per segno) retrograderà, e verso i primi di marzo compirà la sua seconda stazione, fermandosi sui 15°: l’aspetto è ancora un po’ largo se contiamo i gradi, però finora è la configurazione più notevole.
  • Nel frattempo nell’Ariete, segno dell’eclisse, saranno entrati Nettuno (il 26 gennaio) e Saturno (il 14 febbraio). Verso i primi di marzo quest’ultimo starà transitando a circa 2° del segno quando compirà il tramonto eliaco, e ciò avverrà come abbiamo visto negli stessi giorni in cui Giove sarà stazionario. Anche in questo caso non ci troviamo di fronte ad una configurazione molto stretta, però si tratta di un secondo indizio che converge verso lo stesso periodo: potrebbe forse essere sufficiente ad indicare qualcosa di concreto se fosse valida la seconda ipotesi?
  • Il 2 aprile un Plenilunio coinvolgerà i 12°30’ dei segni equinoziali, Ariete e Bilancia: siamo a 3°30’ dall’aspetto perfetto…
  • Il 10 aprile Marte entra in Ariete…
  • Il 17 aprile ci sarà il Novilunio in Ariete, ma piuttosto largo, sugli ultimi gradi del segno.
  • Andando avanti arriviamo al 19-20 aprile, quando Saturno sarà a 1° dal punto esatto dell’eclisse e verrà qui raggiunto da Marte (e da Mercurio): direi con una congiunzione Marte-Saturno a 1° di distanza dal grado dell’eclisse siamo in presenza di un transito significativo, anche se non si tratta di un anello di sosta o un fenomeno eliaco come indicato dal testo tolemaico.
  • Saturno tocca i 9° Ariete il 29 aprile, mentre riceve l’opposizione della Luna sull’asse dell’orizzonte.
  • Alla fine di maggio Giove transita sul punto in cui nella carta dell’eclisse sta Marte (23° Cancro). Configurazioni ad altri punti che non siano quello dei luminari eclissati non sono menzionati da Tolomeo, tuttavia questo lo segnalo perché Marte nella carta dell’eclisse gioca un ruolo importante.

[qui finirebbe grossomodo il periodo più caldo utilizzando la seconda ipotesi, ma vediamo ugualmente, per curiosità, anche le configurazioni successive più interessanti]

  • A Ferragosto Giove intrato in Leone forma un trigono col luogo dell’eclisse, mentre il 25 Marte lo quadra dal Cancro
  • Il 26 settembre il Plenilunio avverrà verso i 4° di Ariete e Bilancia e coinvolge Saturno che si trova a 12°Ariete.
  • Il 10 ottobre il Novilunio avverrà a 17°20’ della Bilancia, ovvero in opposizione (con circa 8°30’ di tolleranza) al luogo dell’eclisse, e pochi giorni dopo Marte in Leone formerà un trigono.
  • Tra novembre 2026 e gennaio 2027 Saturno toccherà due volte il punto dell’eclisse (6/11, 15/01) compiendo la sua seconda stazione a 1° di distanza da esso (8-11/12).

I momenti salienti potrebbero essere quindi quello attuale – in base alla prima ipotesi; oppure la seconda metà di aprile se scegliamo la seconda ipotesi. Nei mesi successivi però, a partire da fine settembre e poi soprattutto gli ultimi due mesi del 2026 e gennaio 2027, avremmo dei transiti ancora più importanti, anche se saremmo già nel periodo coperto dall’eclisse successiva in teoria.

Immagini celesti e astri dominanti

Come abbiamo detto precedentemente, osservare le costellazioni più interessate dai luminari eclissati, dalla dominante della carta e dagli angoli, secondo il testo tolemaico può offrire indicazioni su quali siano i soggetti coinvolti negli eventi annunciati dal fenomeno celeste.

29 marzo 2025, ore 8:54, Nuuk – GRNL (Astrodienst, Mappa del Cielo EST)

In questo caso l’eclisse avviene nella costellazione dei Pesci, in particolare vicino all’immagine del pesce meridionale e della sua corda. Interessante anche che poco sopra la linea dell’orizzonte sorge Al Risha (α Piscium), che rappresenta proprio il nodo che congiunge i due pesci (un tempo un pesce e una rondine).

Dal punto di vista del grado eclittico invece l’eclisse si trova congiunta ad Algenib, stella che segna l’ala del cavallo alato (γ Pegasi).

Il pianeta che domina la carta sembra essere Marte, in quanto governa i luminari in Ariete (con la luna scambia anche il domicilio) e vanta un piccolo diritto anche sull’Ascendente, il quale cade nel confine di Marte. Si trova inoltre vicino ad uno degli angoli della carta e, domificando col metodo del segno intero, risulta anche nella I casa. Ebbene, l’immagine celeste evidenziata dal signore dell’eclisse è quella dei Gemelli – che è anche tra le costellazioni che sorgono all’orizzonte, assieme al Toro.

Al Medio Cielo invece culminano la parte posteriore del Sagittario (appena visibile), il Cigno, e soprattutto l’Aquila con la sua brillante Altair (α Aquilae).

29 marzo 2025, ore 8:54, Nuuk – GRNL (Astrodienst, Mappa del Cielo SUD)

Abbiamo quindi una certa varietà di tipologie di immagini celesti, tra le quali dovremmo forse considerare un po’ più in rilievo quelle alate – se ricordiamo che anche il Sagittario e i Pesci (!) sono spesso catalogate in questo modo (cfr. G. Bezza, Le dimore celesti, Xenia, p. 155). Ad ogni modo le stelle degli umani Gemelli, segnalate sia dall’Ascendente che dal pianeta dominante, sono anch’esse molto in rilievo. Trovo anche curioso che le due costellazioni in maggior rilievo, siano figure che rappresentano bene gli Stati Uniti: i Gemelli e l’Aquila.

Ritornando alla dominante planetaria individuata, essa è confermata anche dalla tipologia di stelle fisse coinvolte nella carta: Polluce (β Geminorum) è congiunta a Marte ed è una stella proprio di natura affine a Marte; vicinissima al sorgere troviamo Aldebaran (α Tauri) – altra stella prevalentemente marziale; Algenib, che è con i luminari, agisce come Marte e Mercurio; Altair al MC ha una natura Marte-Giove; infine Al Risha (poco sopra l’ASC) è un astro cui Tolomeo attribuiva una natura prevalentemente marziale e in parte mercuriale, mentre altri la descrivono come saturnina.

La tipologia degli eventi annunciati dall’eclisse sulla Groenlandia dovrebbe rispecchiare la qualità della dominante della carta, e dunque verrebbe di pensare a qualcosa di natura violenta, estrema, improvvisa, bellicosa, prevaricante…

Per il momento mi fermo qui con questo esercizio astrologico sul testo di Tolomeo – anche se, volendo seguire la questione Groenlandia fino in fondo, occorrerebbe studiare anche la carta dell’eclisse del 12 agosto 2026, che questa volta si concentrerà sulla sua costa orientale, quella che si affaccia verso l’Europa: TO BE CONTINUED

(un ringraziamento speciale a Francesco Faraoni, Nello Rubino, Paolo Novelli, Margherita Fiorello e Massimiliano Gaetano, dai cui post e commenti sui social ho ricevuto molti spunti e potuto fare alcune correzioni)

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